Scrivendo un’applicazione è molto probabile (anzi, praticamente sicuro) commettere degli errori di sintassi o logici che durante l’utilizzo del software creano dei bug e ne impediscono il corretto funzionamento. Ciò è valido anche per un software di piccole dimensioni.
Per questo motivo è importante prevedere una fase di testing con relativo bug reporting, anche da far eseguire direttamente all’utente finale che utilizzerà il nostro lavoro. Il test fatto da terzi è fondamentale in quanto è un’operazione “reale” eseguita da qualcuno che non segue lo schema mentale di chi ha sviluppato il codice. Il programmatore infatti, conoscendo cosa c’è “sotto la scocca” del proprio software, tende a tralasciare alcune combinazioni di utilizzo in quanto illogiche (attenzione: per chi scrive codice, non per il cliente finale!).
Per questa fase del lavoro è possibile affidarsi a strumenti di tracking esistenti (come ad esempio Bugzilla) oppure creare uno strumento specifico per le nostre esigenze. Ecco i dati principali da raccogliere per un buon bug reporting:
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